FAQ

Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sulla musicoterapia raccolto in un pratico elenco.

Per togliervi ogni dubbio.

 

Ma se vi poi vi restasse qualche curiosità... non esitate a scriverci

Cos'è la musicoterapia?


La musicoterapia è l' uso clinico e basato sull'evidenza di interventi sonoro-musicali per raggiungere obiettivi personalizzati all'interno di una relazione terapeutica. È praticata da un musicoterapeuta qualificato.




Chi è un musicoterapeuta?


Un musicoterapeuta è un professionista formato alla musicoterapia. Ha frequentato una Scuola di Specializzazione che propone un percorso di studi conforme al protocollo CONFIAM o alla norma UNI 11592 oppure un Diploma Accademico nei Conservatori. È in formazione continua.




Perché esiste la musicoterapia?


La musicoterapia si fonda (semplificando molto!) su alcuni presupposti:

  • La naturale predisposizione dell'essere umano a relazionarsi e comunicare attraverso il sonoro-musicale.
    • Esistono una sensibilità prenatale e una predisposizione neonatale al suono
    • Suono e musica sono un veicolo comunicativo e relazionale
    • Suono e musica trasmettono emozioni e senso
  • La straordinaria capacità dell'elemento sonoro musicale di "accendere" il cervello umano.
Lo sviluppo delle neuroscienze ci ha permesso di capire (anzi, proprio di vedere, grazie alle neuroimmagini) che l'ascolto e la produzione di suono e musica sono veri e propri attivatori cerebrali! Ciò accade perché il suono e la musica sono stimoli molto complessi e attivano il nostro cervello in modo molto esteso. Ne coinvolgono simultaneamente diverse parti, perché le diverse componenti musicali (ritmica, melodica, linguistica e così via) vengono processate da circuiti cerebrali diversi. Inoltre, l’ascolto della musica o la sua produzione promuovono le connessioni tra le aree corticali e quelle subcorticali, nonché la plasticità cerebrale, ossia la straordinaria capacità del nostro cervello di modificare la propria struttura e le proprie funzionalità. Non si attiva solo la corteccia uditiva, come verrebbe da pensare, ma sono coinvolti anche i circuiti delle funzioni motorie, di quelle cognitive (p. es. l’attenzione, la memoria), e anche le aree che soggiaciono a funzioni sociali ed emotive.




Quale musica si ascolta in musicoterapia? Esiste una musica giusta e una sbagliata?


In musicoterapia (ma un po' in generale, dai) NO! I musicoterapeuti lasciano fuori dalla stanza di musicoterapia i propri gusti musicali e ogni giudizio estetico per incontrare le musiche e il mondo sonoro dei loro clienti. Pensate che fortuna per noi: abbiamo la possibilità di scoprire e ascoltare ogni giorno musiche nuove, vicine o lontane, nel tempo e/o nello spazio! Per questo motivo cerchiamo di conoscere il più a fondo possibile la storia della musica - antica, meno antica, contemporanea -, in tutti i suoi generi e in tutte le sue forme, e studiamo per comprenderne i linguaggi formali: così possiamo davvero avvicinare, capire e, se serve, trasformare i mondi sonori dei clienti!




Esiste un solo modo per fare musicoterapia?


I modi in cui i musicoterapeuti pensano alla musica, al suo uso e al suo ruolo sono vari! Esistono infatti diversi modelli, approcci e orientamenti, ognuno dei quali definisce un quadro teorico e metodologico ben preciso che condiziona scelte e tecniche del musicoterapeuta. Nel Congresso Mondiale di Musicoterapia del 1999 sono stati riconosciuti 5 modelli di riferimento:

  • Immaginario Guidato e Musica di H. Bonny
  • Musicoterapia analitica
  • Musicoterapia Nordoff-Robbins
  • Musicoterapia benenzoniana
  • Musicoterapia comportamentale
Oggi, dopo più di vent'anni di ricerche e scoperte, grazie allo studio, al lavoro e alla riflessione di tanti colleghi, a questi modelli "storici" si affiancano altri orientamenti altrettanto validi. Per esempio, solo per citarne alcuni a cui i musicoterapeuti in Aulòs sono formati o a cui fanno riferimento:
  • Musicoterapia vocale
  • Neurologic Music Therapy
  • Libera Improvvisazione
  • Immaginario Guidato
  • Community Music Therapy




Cosa si fa in musicoterapia?


In generale, i metodi che usiamo possono dividersi in due macrocategorie:

  • metodi attivi - che prevedono la produzione di suono e musica da parte dell'utente
  • metodi recettivi - che prevedono l'ascolto di suono/musica scelti dall'utente o dal musicoterapeuta, registrati o dal vivo.
E cosa si fa quando si produce musica? Si può suonare, improvvisando, oppure si può comporre (o modificare) una canzone, o ancora si può usare la propria voce in modo espressivo e comunicativo. Questa produzione sonora avviene insieme al musicoterapeuta, perché suono e musica in musicoterapia sono proprio il mezzo che determina la comunicazione nella relazione terapeutica. L'approccio o il metodo (e tutte le tecniche che ne fanno parte) vengono scelti dal musicoterapeuta in relazione all'obiettivo o agli obiettivi del percorso e alle esigenze personali e cliniche dell'utente.




Quali strumenti si usano in musicoterapia?


In musicoterapia il mezzo di comunicazione sono il suono e la musica, comunque essi vengano prodotti. Il limite è la fantasia, del musicoterapeuta e dell'utente! Perciò si spazia dagli strumenti propriamente detti, ad esempio quelli tradizionali (pianoforte, chitarra,...) o quelli etnici (ocean drum, palo della pioggia,...), che possono essere suonati in modo appropriato o sperimentando modalità alternative (avete mai suonato la chitarra come fosse un tamburo? Provateci!). Ma possono essere trasformati in strumenti anche elementi naturali (foglie, sassi, legni, conghiglie,...) o oggetti della quotidianità (bottiglie, stoffe,...). Possono entrare a far parte degli strumenti eventualmente a disposizione anche (pensate un po'!) tutti gli arredi e le strutture presenti nella sala dedicata all'attività: sedie, tavoli, perfino pavimenti e muri! Non mancano naturalmente anche strumenti elettronici e virtuali - sì, quando serve lavoriamo anche al computer e con carinissime app. E, infine, non dimentichiamoci lo strumento che abbiamo tutti a disposizione e che è una grandiosa fonte di suono: il nostro corpo! La nostra voce, naturalmente, ma anche le varie parti del corpo hanno una grande potenzialità sonora: possono percuotere ed essere percosse, possono schioccare, strusciare, crocchiare...




Come si scelgono gli strumenti da usare?


Il musicoterapeuta innanzi tutto conosce la persona o il gruppo di persone con cui lavorerà, comprende quali sono i bisogni e stabilisce gli obiettivi degli incontri. Sulla base di queste considerazioni crea un progetto terapeutico e decide quindi lo strumentario da mettere a disposizione. E da lì si parte!




A chi è rivolta la musicoterapia?


La musicoterapia usa il suono come mezzo d'elezione, e la relazione tra musicoterapeuta e utente come modalità fondamentale. Può quindi sfruttare le peculiarità di entrambi questi elementi per ottenere i propri obiettivi: usa le caratteristiche di suono e musica, che le neuroscienze ci confermano essere in grado di attivare sensibilmente varie parti del nostro cervello, e la capacità trasformativa della relazione terapeutica. Per questo motivo, i destinatari degli interventi possono essere molto vari:

  • La musicoterapia può essere di aiuto nei casi in cui sia necessario un aumento delle abilità comunicative e relazionali, un'attenuazione di sintomi comportamentali e psichiatrici o un supporto emotivo globale (es. psichiatria, disturbi dello sviluppo neurologico, cure palliative,…).
  • Può contribuire a ottenere cambiamenti funzionali in ambito sensomotorio, fonoarticolatorio, cognitivo (es. trauma cranico, ictus, Alzheimer, Parkinson,…)
  • Ma può essere utile anche in assenza di patologie, per coadiuvare lo sviluppo armonioso delle potenzialità della persona, la maturazione dell’identità, della relazione, della creatività, l'educazione socio affettiva (es. gravidanza, post partum, sostegno familiare, percorsi nelle scuole, corsi per insegnanti,…).




La musicoterapia guarisce? Può sostituire una terapia farmacologica o una procedura medico-sanitaria?


NO! E vi invitiamo a diffidare da quanti sostengono il contrario. La musicoterapia può affiancare la persona nei suoi percorsi di cura, sostenendo, promuovendo e facilitando il processo di cambiamento e prendendosi cura del suo benessere generale.




Perché il musicoterapeuta, prima o dopo gli interventi, chiede di rispondere ad alcune domande?


Il musicoterapeuta ha la necessità di valutare alcune cose. La valutazione è la raccolta, l'analisi e l'interpretazione delle informazioni (sonoro-musicali, biografiche, cliniche...) che riguardano un utente di un percorso di musicoterapia. Avviene, con mezzi diversi (interviste, test, protocolli di osservazione...), in ogni fase del rapporto tra musicoterapeuta e utente. Ma a cosa serve la valutazione in musicoterapia? Serve innanzitutto al musicoterapeuta per pianificare il percorso, verificare i risultati raggiunti e comunicare efficacemente (con la persona stessa, i suoi familiari, l'ente o l'équipe di riferimento). L'importanza della valutazione però è anche un elemento centrale per rendere credibile la disciplina e il lavoro dei musicoterapeuti: le discussioni sulla validità degli interventi, supportate dai dati, allontanano la musicoterapia dalla nube della semplice opinione o peggio dall’esoterismo (di cui è ancora non raramente avvolta). Fortunatamente, negli ultimi anni c’è stato un proliferare di ricerche che hanno congegnato griglie, protocolli e modalità di osservazione finalizzate a rilevare aspetti relazionali, cognitivi, emotivi, motori che si verificano all’interno del processo musicoterapico.




Non so suonare / sono stonato, posso partecipare a un percorso di musicoterapia?


Certo! In musicoterapia suono e musica non sono usati con finalità estetiche e non esiste giusto e sbagliato.




Sono musicoterapeuta. Perché dovrei far parte di Aulòs?


APS Aulòs nasce per rispondere a un'esigenza dei soci fondatori: fare squadra per crescere umanamente e professionalmente. In Aulòs puoi trovare un continuo supporto da parte dei colleghi, la possibilità di condividere conoscenze e competenze, di progettare e programmare insieme attività di formazione e di musicoterapia, di restare aggiornato sulle novità della professione in ambito nazionale e internazionale. Promuoviamo una formazione continua di alto livello in un clima rilassato e fecondo.




Cosa NON è la musicoterapia?


NON È un medico, un infermiere, un educatore, un musicista o altri che suona o canta a un paziente NON È un concerto in corsia NON È tenere lo stereo acceso o ascoltare musica in cuffia "per tirarsi su" o "fare compagnia" NON È un'attività ludica né animazione musicale NON È terapia occupazionale NON È nulla di trascendente





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